Intervista a Michele Papavero founder di 'Ristoranti pugliesi in Italia'

01/09/2017
Ecco l'intervista rilasciata da Michele Papavero, founder di Ristoranti Pugliesi in italia, a Luciana Doronzo dell'AGAP (Associazione Giornalisti Agroalimentari della Puglia).

Domani, venerdì 18 novembre 2016 sarà online www.ristorantipugliesiinitalia.it, il portale dedicato ai locali (ristoranti, osterie, pizzerie) che propongono specialità gastronomiche pugliesi nel Belpaese, oltre i confini della Puglia. Questa l’intervista rilasciataci dal suo ideatore, Michele Papavero, titolare del ‘Centro Relazioni Media’ di Bari e già founder del network pugliaconvegni.

Come nasce l’idea di dedicare un network ai ristoranti che propongono cucina pugliese in Italia?

L’idea affonda le sue radici alla fine del secolo scorso, una ventina di anni fa, durante l’esperienza maturata in qualità di responsabile della comunicazione di un gruppo imprenditoriale che gestiva assieme ad una nota azienda vinicola fasanese alcuni ristoranti pugliesi in Emilia Romagna.

Come si è sviluppato il progetto?

Un forte impulso alla sua realizzazione l’ha offerto lo scorso anno il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Foggia, in particolare, per il tramite della prof.ssa Fiammetta Fanizza, facendolo rientrare in Afie, Apulia Food Innovation Excellence. La svolta decisiva si è registrata lo scorso mese di maggio, quando l’ing. Gaetano Centanni, presidente della cooperativa Sapor, che coordina la rete di piccole imprese denominata ‘Culla dei Sensi’ www.culladeisensi.it, mi ha manifestato il suo interesse a diventare partner del progetto.

E per renderlo subito riconoscibile un bel galletto al centro del logo.

Sì. Il galletto rampante è il protagonista del logo. E non poteva essere diversamente, visto che dall’antichità è considerato simbolo di fertilità ed elemento apotropaico, candidato ad allontanare le cattive influenze. La scelta non è stata difficile, avendolo ritrovato molto spesso raffigurato sui bicchieri e sui piatti dei ristoranti selezionati. In realtà il nostro galletto è stato sottoposto ad un accurato lavoro di restyling a cura della Alesina Adv. Il piatto che lo ospita è ottagonale, come il federiciano Castel del Monte. Il gallo è tricolore, ha le piume verdi e non blu. Anche le zampe sono state disegnate in modo originale, ricordano l’abbraccio del mare alle coste pugliesi e rappresentano allo stesso tempo una forchetta e un coltello.

Quali sono i dati più interessanti che sono emersi dalla ricerca?

Tra i tanti, mi piace ricordare che ogni giorno nelle 185 strutture ristorative recensite entrano più o meno 10.000 clienti, oltre 3.100.000 in un anno, per un fatturato complessivo vicino ai 55 milioni di euro. Milano è la città che ospita di gran lunga più ristoranti pugliesi, ma anche in Veneto, in Emilia e a Roma c’è l’imbarazzo della scelta. Abbiamo trovato ristoranti pugliesi in alta quota sulle alpi e al livello del mare sulle spiagge della Sicilia.

Come si svilupperà il network?

Senza mai formulare classifiche di merito, il network intende contribuire alla promozione della cucina pugliese e delle proposte dei ristoranti, delle osterie, delle pizzerie, favorendo i processi di comunicazione tra tutti gli attori interessati (ristoratori, clienti, partner). Insomma si svilupperà come un punto di riferimento per tutti gli amanti della cucina pugliese e per i pugliesi residenti in regioni diverse dalla Puglia.

E del portale cosa ci racconta?

Utilizza le tecniche e i linguaggi più efficaci per risultare dal primo impatto gradevole e facilmente fruibile. In modo gratuito ospita tutte le unità ristorative pugliesi aperte nel Belpaese, mettendo in evidenza, su specifiche pagine, notizie utili per i potenziali clienti. Per rendere agevole la sua consultazione, i ristoranti sono stati inseriti in base alla loro posizione geografica, da nord a sud, da ovest a est. Nella hp campeggia una mappa interattiva studiata per favorire l’individuazione dei locali anche all’interno delle aree urbane in cui sono suddivise le città metropolitane. E’ in evidenza anche una sezione dedicata all’informazione sulla ristorazione pugliese che ospita news e immagini dalla Puglia verso le altre regioni e dai ristoranti sparsi sul territorio italiano verso la Puglia e i loro clienti. Tratta, ad esempio, di serate dedicate a prodotti o piatti tipici, apertura di nuovi ristoranti, lancio di nuovi prodotti, etc. C’è spazio anche per le rubriche dedicate ai grandi protagonisti della cucina pugliese, che sarà inaugurata da Massimo Sgobba, corporate chef di Veratour e Renato Morisco, gastrosofo e patron di Villa Morisco (Bari – Santo Spirito); i ‘Piatti di Stagione’, suggeriti dalle pagine del libro ‘Io mangio Puglia’ (2016), a cura dell’Onb (Ordine Nazionale dei Biologi), l’ABAP (Associazione Biologi Ambientalisti della Puglia) e il MeDì (Istituto Europeo della Dieta Mediterranea ‘Margaret e Ancel Keys’); ‘Le eccellenze’ agro-alimentari indicate da Enti pubblici, come l’Istituto delle Bioscienze e Biorisorse (Ibbr) del Cnr, e consorzi privati.

E oltre il portale anche una significativa presenza sui social network

Esatto. Il sito non è l’unico strumento di comunicazione. ‘Ristoranti pugliesi in Italia’ è presente sui social, in particolare su Facebook, con una sua pagina, e su Twitter, con un suo account. La presenza sui social ha l’obiettivo di suscitare interesse, creare coinvolgimento e attenzione sul progetto veicolando il traffico direttamente sul sito internet.

Quanti e quali ostacoli ha dovuto affrontare?

Tanti. Manderei al patibolo l’ignoranza, l’indifferenza e lo scetticismo. Quando si propone un progetto che non prende spunto da un altro risulta davvero difficile convincere qualcuno sulla sua bontà in termini di ritorni di comunicazione, immagine e commerciali. Questo progetto mi ha confermato una teoria che sostengo ormai da diversi anni: dalle nostre parti è più importante conoscere bene qualcuno che qualcosa. E poi, questo progetto si ramifica lungo i canali dell’innovazione e quest’ultima è una dimensione rivoluzionaria. In tanti ne parlano, ma solo in pochi la conoscono bene sino al punto da saperla gestire senza subirne le conseguenze.

Immagino che siano tante le persone da ringraziare…

Direi proprio di si. Alcune le ho già citate nelle risposte precedenti, con loro le colleghe che mi hanno affiancato durante il lavoro di ricerca Angelica, Rosa, Rosanna e Stefania. Un ringraziamento particolare devo riservarlo anche alle aziende che hanno creduto nella potenzialità di questo progetto. Mi riferisco alla ‘Ferrarelle’, alla ‘Tenuta Zicari’, azienda vitivinicola situata nella zona produttiva del Primitivo Manduria Dop e a tutte le realtà come ‘Ignalat’, caseificio di Noci; ‘Caffe Cavaliere’, torrefazione di Modugno; ‘Olio Nostro’, oleificio di Bitetto; ‘I Capricci del Pellegrino’, prodotti da forno di Noicattaro; ‘Tiberino’, fornitore ufficiale della Stazione Spaziale Internazionale della Nasa con i prodotti di qualità ‘pronti da cuocere’, che compongono al momento il paniere di ‘Culla dei Sensi’.

http://www.agapuglia.it/i-ristoranti-pugliesi-in-italia-da-domani-on-line/