Mamma Angela
Titolare 'Osteria Mamma Angela'

A Milano incontrai un angelo,
oggi nel pavese solo pochi consensi

05/2017

    Era il 1960, quando, lasciata la Puglia, giunsi a Milano tra mille difficoltà e con solo quattro stracci. Ero molto giovane, avevo poco più di 16 anni e in braccio portavo tre meravigliosi pargoli. Mio marito durante quegli anni rappresentava per me un esempio da seguire per la passione e la professionalità con le quali svolgeva il suo mestiere di ristoratore e barman. Con lui ho fatto tanti sacrifici e tantissima gavetta che mi hanno aiutato a carpire i trucchi del mestieri. Allora le mie giornate lavorative non terminavano mai e spesso ero costretta a sacrificare il mio ruolo di mamma per l’incessante lavoro diviso tra i fornelli e i tavoli. Per mia grande fortuna i miei deliziosi figli mi hanno sempre sostenuta e anche oggi continuano a essere i miei più affezionati e accaniti sostenitori, nonostante due di loro Francesco e Matteo, pur avendo intrapreso carriere lavorative nello stesso settore della ristorazione, non lavorino più con me e mia figlia Cinzia. Da quando arrivai a Milano e sino alla fine degli anni ’90, con la mia famiglia, ho gestito diversi locali. Poi, nel 1998 decisi di rilevare un pub che navigava in cattive acque, si trovava in via Lodovico il Moro. Il rilancio non fu per niente facile finché un pomeriggio d’estate arrivò un cliente speciale, un angelo: il musicista Tullio De Piscopo che ordinò due panini e due birre. Gli aveva indicato il mio locale sua figlia, cliente fissa innamorata dei miei panini alla piastra. Quando seppe che ero pugliese, Tullio De Piscopo mi consigliò di concentrare l’offerta sui primi e i secondi tipici della cucina pugliese. Mi disse: ‘Sai fare le orecchiette? E allora proponi ai milanesi e agli ospiti di questa città la cucina che conosci meglio’. Seguii il suo consiglio e, dopo aver convinto i miei familiari, decisi di cambiare l’offerta del locale. Cominciai di fatto una nuova avventura. Modificai l’insegna che da quel momento recitava ‘Osteria Mamma Angela cucina pugliese’, gli arredi e le materie prime che cominciarono ad arrivare direttamente dalla Puglia. Il menu proponeva piatti ottenuti con ingredienti poveri, come quelli che mi preparava mia nonna Arcangela, quand’ero bambina. Il locale si impose da subito all’attenzione dei milanesi. Per una decina di anni è stato un punto di riferimento della cucina pugliese nella città meneghina, ne sono testimonianza le recensioni scritte da molti clienti e giornalisti, riconosciuto anche per la qualità dei prodotti utilizzati che, però, arrivando dalla Puglia, costavano non poco e finivano per incidere negativamente sul costo dei piatti. Un giorno, nel 2007, ho deciso di venderlo di aprire un ristorante nell’Oltrepò pavese, a Santa Maria della Versa, una località distante da Milano meno di ottanta chilometri, frequentata durante i weekend anche dai milanesi in cerca di aria salubre e di un po’ di relax. Purtroppo questa sfida, più delle precedenti, sin dall’inizio si è presentata zeppa di insidie. La più difficile da affrontare permane la diffidenza dei pavesi quando si parla di cucine diverse dalla loro. Ancora oggi, dopo più o meno dieci anni, nonostante con mia figlia Cinzia ogni giorno io mi impegni a proporre un tipo di cucina casalinga verace e a prezzi accessibili, risulta complicato convincere i pavesi a rinunciare ai ravioli e al maiale anche solo per una cena. Purtroppo mi è capitato di sentirli parlar male dei piatti della cucina pugliese senza nemmeno averli assaggiati, provocando in me un profondo senso di delusione che mi ha fanno venir voglia di rifare le valige per tornare a Milano, città più propensa ad accogliere chi investe e lavora nella ristorazione, anche quando presenta specialità culinarie non tipiche della cucina meneghina. Una possibilità che oggi non mi sento di escludere.


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